Vita democratica

1946 — Il ritorno delle elezioni amministrative democratiche

Nel 1946 tornano le elezioni amministrative democratiche. Le amministrazioni di Italo Giovannucci, Mario Muzii e Vincenzo Chiola accompagnano la prima fase del dopoguerra; dal 1956, con Antonio Mancini, si apre una lunga stagione di governo democristiano.

Dagli anni Settanta — Politica e partecipazione

Con l’avvio dell’esperienza regionale negli anni Settanta, Pescara consolida il proprio ruolo istituzionale come sede di importanti uffici e funzioni della Regione Abruzzo, il cui capoluogo è L’Aquila.

Nel 1985 Gabriella Bosco diventa la prima donna sindaco della città: un passaggio significativo nella storia della rappresentanza locale.

1993 — I sindaci eletti direttamente dai cittadini

Nel 1993, con Mario Collevecchio, comincia la stagione dei sindaci eletti direttamente dai cittadini.

Negli anni successivi si alternano le amministrazioni di Carlo Pace, Luciano D’Alfonso, Luigi Albore Mascia, Marco Alessandrini e Carlo Masci.

Cambiano maggioranze e programmi, mentre al centro della vita pubblica restano le scelte che disegnano la città: servizi, mobilità, sviluppo, ambiente e spazi comuni.

Lo sport

1945–1957 — Lo sport rimette in movimento la città

Nel 1945 nasce il Trofeo Matteotti. La bicicletta attraversa le strade della ripartenza e la corsa diventa un appuntamento capace di legare Pescara alla grande tradizione del ciclismo italiano.

Il 18 agosto 1957 la città ospita una prova del Campionato mondiale di Formula 1. Sul circuito stradale che attraversa Pescara, Spoltore e Montesilvano vince Stirling Moss, davanti a Juan Manuel Fangio.

Per un giorno le strade del territorio sono al centro dell’automobilismo mondiale: una pagina rimasta nella memoria sportiva della città.

1977 e gli anni Ottanta — L’orgoglio biancazzurro

Nel 1977 il Pescara conquista la sua prima promozione in Serie A. È un’emozione collettiva: il calcio porta il nome della città nel massimo campionato e rafforza un’appartenenza che attraversa generazioni.

Altre stagioni entrano nella memoria dei tifosi, dalla promozione del 1987 con Giovanni Galeone a quella del 2012 con Zdeněk Zeman.

La pallanuoto scrive un altro capitolo fondamentale. Il primo scudetto del 1987 apre una stagione di grandi successi nazionali ed europei. Le Naiadi diventano un luogo simbolo dello sport pescarese, legato a campioni e a una scuola capace di lasciare un segno duraturo.

Dietro i risultati c’è una città che si allena ogni giorno: società, tecnici, volontari, famiglie e giovani che trovano nello sport un’occasione per crescere insieme.

2009–2015 — Pescara incontra il Mediterraneo

Dal 26 giugno al 5 luglio 2009 Pescara ospita i XVI Giochi del Mediterraneo, con competizioni distribuite anche in altre località abruzzesi. Atleti, delegazioni e pubblico fanno della città un luogo di incontro tra Paesi e culture.

L’evento si svolge pochi mesi dopo il terremoto dell’Aquila. Accanto alle gare e alle cerimonie, trova spazio la vicinanza a una regione profondamente ferita. Lo sport diventa anche un linguaggio di solidarietà e ripartenza.

Nel 2015 Pescara ospita la prima edizione dei Giochi del Mediterraneo sulla spiaggia. Il mare torna protagonista, questa volta come scenario di una nuova manifestazione internazionale.

L’arte

Pescara ha imparato a raccontarsi anche attraverso le immagini, la materia e il colore. La sua storia artistica attraversa il Novecento e mette in relazione la memoria del territorio con la ricerca di nuovi linguaggi.

Dai Cascella ai linguaggi del contemporaneo

Un filo fondamentale è quello della famiglia Cascella: da Basilio ai figli Tommaso e Michele, fino ad Andrea e Pietro, pittura, ceramica, grafica e scultura compongono un’eredità che supera i confini abruzzesi.

Nel 1975 l’antico stabilimento litografico di Basilio diventa museo civico: un luogo in cui la città custodisce il lavoro e l’immaginazione di più generazioni.

L’arte entra nello spazio quotidiano

L’arte entra anche nello spazio quotidiano. La Nave di Pietro Cascella, inaugurata nel 1987 sul lungomare, diventa un punto d’incontro e un segno riconoscibile del rapporto di Pescara con l’Adriatico.

Al dialogo tra arte e città contribuisce Ettore Spalletti, nato a Cappelle sul Tavo e protagonista della ricerca contemporanea internazionale, autore della fontana davanti al Palazzo di Giustizia.

Formazione e sperimentazione

Pescara è anche un luogo di formazione e sperimentazione. Gli anni trascorsi da Andrea Pazienza al Liceo artistico, dove incontra il maestro Sandro Visca, appartengono alla storia di una stagione creativa capace di lasciare un segno nel fumetto e nell’immaginario italiano.

Oggi il CLAP Museum raccoglie questa eredità e la mette in dialogo con nuovi autori e nuovi pubblici.

Fuori Uso e nuovi spazi per l’arte

Nel 1990, per iniziativa del gallerista Cesare Manzo, nasce Fuori Uso. La rassegna porta l’arte contemporanea negli spazi dismessi, a partire dall’ex distilleria Aurum: luoghi che tornano a essere attraversati, osservati e vissuti attraverso le opere.

È un’esperienza che invita a immaginare possibilità diverse per la città e ad aprirsi al confronto internazionale.

I musei e la città contemporanea

Il percorso prosegue nei musei: dall’Imago Museum, dedicato all’arte moderna e contemporanea, al Museo dell’Ottocento, che propone un incontro con la pittura italiana e francese del XIX secolo.

Insieme alle gallerie, agli artisti e alle scuole, questi luoghi alimentano una parte essenziale dell’identità pescarese: la capacità di guardare oltre ciò che già esiste e dare forma a nuove visioni.

La cultura

1969–1973 — La cultura apre le porte al mondo

Nel 1969 nasce Pescara Jazz, legato all’iniziativa di Lucio Fumo. Sul suo palco arrivano, negli anni, protagonisti come Duke Ellington, Ella Fitzgerald e Miles Davis. La musica rende Pescara un luogo di incontro internazionale e contribuisce a dare alla sua estate una voce riconoscibile.

Nel 1973 Edoardo Tiboni fonda i Premi Internazionali Flaiano, dedicati allo scrittore e sceneggiatore pescarese. Letteratura, cinema, teatro e televisione diventano occasioni di confronto e scoperta. L’eredità di Flaiano entra così nella vita della città attraverso un progetto culturale capace di durare e rinnovarsi.

Pescara costruisce una parte decisiva della propria identità anche così: ospitando idee, facendo incontrare artisti e pubblico, trasformando la cultura in un’esperienza condivisa.

Nel nuovo secolo — Nuovi appuntamenti, nuove occasioni di incontro

Nel nuovo secolo la vita culturale si arricchisce di appuntamenti come il FLA, nato nel 2002, accanto alle manifestazioni che hanno già accompagnato più generazioni.

Il Festival Dannunziano rinnova il dialogo con l’eredità del poeta, mentre musei, spettacoli e iniziative diffuse offrono occasioni per vivere e riscoprire la città.

Verso il 2027 — Una storia ancora da scrivere

Il centenario invita a tenere insieme tutto questo: la memoria della guerra e la forza della ricostruzione, la partecipazione democratica e il lavoro, lo sport, l’arte e la cultura, il mare e i quartieri.

Il 2 gennaio 2027 sarà il compleanno di una comunità che ha attraversato un secolo di cambiamenti. Celebrarlo significa riconoscere ciò che abbiamo ricevuto e scegliere ciò che vogliamo lasciare: una città più accogliente, capace di custodire la propria memoria e di dare spazio alle nuove generazioni.

La memoria

Pescara ha il mare davanti e una storia che scorre nel suo fiume. Una storia fatta di incontri, trasformazioni, ferite e ripartenze.

1943–1944 — La guerra, le ferite, la libertà

Il 31 agosto 1943 Pescara subisce un devastante bombardamento aereo alleato. Il 14 settembre e nei mesi successivi altri attacchi colpiscono la città, nodo ferroviario strategico. Le bombe distruggono abitazioni, strade e luoghi di lavoro; moltissimi cittadini perdono la vita e gran parte della popolazione è costretta a sfollare.

Alle incursioni si aggiungono l’occupazione tedesca e le distruzioni della ritirata. Il 10 giugno 1944, con l’arrivo degli Alleati, Pescara ritrova la libertà. Davanti ai superstiti c’è un compito immenso: ricostruire la città e ricomporre la vita quotidiana.

La memoria di quelle sofferenze resta parte dell’identità pescarese. Nel 2001 alla città viene conferita la Medaglia d’oro al merito civile. Ricordare significa dare un volto alle vittime e trasmettere alle nuove generazioni il valore della pace.

Ricostruire insieme

La rinascita comincia dalle necessità più concrete: una casa, il lavoro, le scuole, i servizi.

È la Pescara costruita dal lavoro di migliaia di famiglie, da chi qui è nato e da chi ha scelto di farne la propria casa.

La città

Pescara ha il mare davanti e una storia che scorre nel suo fiume. Una storia fatta di incontri, trasformazioni, ferite e ripartenze. Il 2 gennaio 2027 ricorrono cento anni dal provvedimento che unì Pescara e Castellammare Adriatico e istituì la provincia: il passaggio da cui prende forma la città contemporanea. Le sue radici sono molto più antiche, ma è da quell’unione che comincia il secolo che oggi celebriamo.

1927 — Due sponde, un destino comune

Il regio decreto-legge del 2 gennaio 1927 sancisce l’unione di Castellammare Adriatico con Pescara. Il fiume, che separava due amministrazioni, diventa il centro di una nuova identità urbana.

Il provvedimento nasce nel contesto del regime fascista e della riorganizzazione delle province italiane. Nella sua maturazione hanno un ruolo importante Giacomo Acerbo e Gabriele d’Annunzio. Pescara diventa capoluogo di provincia e comincia a dare forma alle proprie ambizioni amministrative, economiche e culturali.

È un’unione che richiede tempo per trasformarsi in appartenenza: quartieri e comunità differenti imparano a riconoscersi nella stessa città.

Dal dopoguerra agli anni Sessanta — Ricostruire insieme

La rinascita comincia dalle necessità più concrete: una casa, il lavoro, le scuole, i servizi.

Intanto Pescara cresce rapidamente. Commercio, edilizia, professioni e servizi richiamano abitanti e iniziative dal territorio abruzzese. Si allargano i quartieri, cambiano le abitudini, prende forma una città sempre più dinamica.

La crescita porta opportunità, ma anche questioni destinate ad accompagnare il dibattito pubblico: qualità degli spazi, tutela del paesaggio, collegamenti e rapporto tra centro e periferie.

È la Pescara costruita dal lavoro di migliaia di famiglie, da chi qui è nato e da chi ha scelto di farne la propria casa.

1988–2009 — Una città che cambia forma

Nel 1988 entra in funzione la nuova stazione centrale. La trasformazione del tracciato ferroviario modifica gli attraversamenti e apre nuove possibilità per l’organizzazione dello spazio urbano.

L’8 dicembre 2009 viene inaugurato il Ponte del Mare. Il collegamento ciclopedonale tra le due riviere diventa presto una delle immagini più riconoscibili di Pescara.

Il suo significato va oltre l’architettura: camminando sopra la foce si ritrovano le due sponde da cui era cominciata la storia della città unita.